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Verona: i mandanti PDF
Thursday 08 May 2008

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Comunicato di adesione alla manifestazione antifascista del 17 Maggio

 

L'amministrazione comunale veronese si impegna a costituirsi parte civile nel processo contro i cinque estremisti di destra che hanno barbaramente ucciso Nicola Tommasoli.

Quell’amministrazione comunale capitanata da un sindaco che era stato condannato per violazione della legge Mancino in relazione a una sua campagna di qualche anno fa contro gli zingari (la Cassazione ha poi annullato la sentenza, rinviando tutto alla Corte d'appello di Venezia, ma il processo è ancora in piedi). Lo stesso sindaco che ha scelto Andrea Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, membro della band nazi-rock dei Gesta Bellica e leader della Fiamma tricolore, quale capogruppo della sua lita in consiglio comunale, quel Tosi che ha partecipato nel dicembre scorso ad un corteo dell'estrema destra, dove ovviamente gli insulti alla Resistenza e all'antifascismo si sono sprecati e al termine del quale alcuni aderenti di Fiamma Tricolore non trovarono di meglio da fare che linciare tre "terroni".

Facciamo Breccia ritiene che dovrebbe invece essere la cittadinanza di Verona a costituirsi parte civile nei confronti di un’amministrazione comunale che quotidianamente istiga all’odio fondato sull’ignoranza e il revisionismo storico.

Sappiamo che ciò non accadrà, perché la cittadinanza veronese ha scelto questo sindaco con il 60,69% dei voti, ben sapendo chi fosse il leghista Tosi.

Ed ora questa città, questi amministratori e i media si affannano  a dire che non si tratta di un delitto politico, perché i ragazzi assaliti non provenivano dai centri sociali, non erano né immigrati, né rom, né gay, lesbiche, trans, né meridionali. Come se l’ideologia nazi-fascista distinguesse, pensasse, interpretasse… No: l’ideologia nazi-fascista si caratterizza proprio per la violenza  che si rovescia su chiunque taglia la strada, su chiunque non abbassa la testa, magari solo di fronte al comando “dammi una sigaretta”. Perché all’uomo “superiore” tutto è dovuto.

Il delitto di Verona è terribilmente politico perché pone in luce il nucleo centrale del nazismo e del fascismo. Perché rende drammaticamente reale quanto sostenuto più volte nel passato: chiedere – o anche solo lasciare – che vengano offesi e violati i diritti di alcun*, significa mettere un’ipoteca sui propri stessi diritti. Perché quando si cominciano a prevedere eccezioni e deroghe all’inviolabilità della dignità umana, si sa chi viene colpito oggi, ma non chi potrà cadere domani.

Facciamo Breccia denuncia la costruzione di un clima politico che ha preparato questo omicidio che non è affatto un atto isolato, ma anzi si colloca in un contesto di aggressioni squadriste ripetute.

Mandanti sono coloro che assecondano i peggiori istinti di uomini violenti trasformandoli in vigilantes legittimati da un potere cieco, salvo rinnegarli quando – come in questo caso – si fanno cogliere quasi in flagranza di reato.

Mandanti sono coloro che imbracciano il moschetto del sionismo per assolvere il nazi-fascismo veronese e che strumentalizzano la Resistenza per condannare l’”invasore”, ma non il fascismo italiano.

Mandanti sono tutti coloro che invocano una sicurezza che nient’altro risulta essere che il privilegio di non mescolarsi alla povertà che invade le nostre città, e che si affidano alle sirene di chi li rassicura sul loro essere individui superiori che mai saranno mischiati ai poveri della terra.

Mandante è il 60,69% di veronesi che ha votato l’ordine e la disciplina di Tosi, pensando che la violenza si sarebbe limitata a colpire “gli altri”, è il 60,69% dei nipoti di quei veronesi che negli anni ’40 videro i treni della deportazione sostare alla stazione di Porta Vescovo, ma preferirono non guardare e poi rimuoverli dalla memoria, perché dentro c’erano “gli altri”.

Verona non è una città fascista, dice spesso l’amministrazione Tosi.

Verona è una città ancora e sempre più fascista, invece, e bene lo sanno i compagni e le compagne che la vivono quotidianamente e che – a uno a uno, a una a una – prima o poi hanno dovuto farci i conti.

In questo quadro di sdoganamenti e complicità non ci sembra più sufficiente chiedere lo scioglimento di tutte le formazioni – di qualsiasi tipo – che fanno riferimento all’ideologia fascista e nazista: le stesse istituzioni locali e nazionali ne sono ormai intrise, per quanto si affannino a nascondere le proprie complicità dietro una facciata di equidistanza.

Ribadiamo l’antifascismo come valore etico irrinunciabile, oggi più che mai. E ribadiamo la nostra vicinanza e solidarietà alla parte sana di Verona, che resiste nonostante le infamie e le minacce.

Per questo il 17 maggio torneremo in quella città per partecipare alla manifestazione antifascista insieme a compagne e compagni veronesi con cui abbiamo già condiviso percorsi laici, autodeterminati e antifascisti.

 

Coordinamento Facciamo Breccia

 
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