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Chiesa e neofascismo: comunione e segregazione PDF
Tuesday 08 May 2007
Appello per la costruzione del tavolo “Chiesa e neofascismo: comunione e segregazione”
Laboratorio Antifascista “Squarci di destra” 12-13 maggio CSOA ExSnia Viscosa

L'influenza della chiesa sulla politica e sui corpi ed il suo ruolo nell'attuale deriva delle nuove destre è di tremenda attualità, mentre recenti fatti dimostrano che basta non essere genuflessi ed esprimere, invece, il proprio dissenso rispetto ai dogmi religiosi e all'ideologia vaticana per essere criminalizzati e stigmatizzati come terroristi.

Mentre le gerarchie vaticane conducono un attacco globale all’autodeterminazione di tutte le soggettività non conformi, i codici di comportamento etico all’interno della comunità cristiana e cattolica formulati dalla teologia morale sconfinano ormai in una visione antropologica e comportamentale che porta ad una definizione di stampo medioevale del bene e del male. In quest’ottica, il concetto di naturale, collegato alla visione della ragione fondatrice ellenica, viene utilizzato come categoria fondante e posto come base politica per la costruzione dei soggetti deviati e per la difesa della sacra famiglia e dei valori cristiani. L'utilizzo di categorie trascendenti o collocate in ancestrali e leggendari passati serve per l'appunto a sdoganare e legittimare un pensiero che edifica sull'intolleranza la propria ragion d'essere.

Questi temi trovano ampio substrato nell’integralismo di matrice cattolica e nel radicalismo di destra nei quali convergono nel nome della Tradizione. Un fondamentale punto d'incontro tra le diverse anime del contemporaneo tradizionalismo europeo  ed italiano si sostanzia nel rifiuto radicale della società multiculturale a favore di una ridefinizione su basi etniche di confini statali, di seduzioni monarchiche, di teocrazie più o meno illuminate. Il succo del pensiero tradizionalista, centrifugato e pastorizzato, viene reso più digeribile e utilizzato da un establishment nostalgico per contagiare il corpo di una società già troppo malato di autorità. Razzismo, controllo sociale, riaffioranti identità etniche, legislazioni repressive sono anche la risultante di un lavorìo, a volte invisibile, di questo sottobosco integrista. La mistica tradizionale si trasmuta in un contenitore piuttosto eterogeneo ove trovano diritto di cittadinanza le parole e le azioni dell'odio sociale.

L’attacco pubblico alle soggettività non conformi si palesa sui muri delle città e sui mezzi d’informazione (con azioni e metodi diversi, su Roma gravitano fra gli altri il Centro Culturale Lepanto, Militia Christi, Allenza Cattolica), alimentato anche dal clima di scontro di civiltà sobillato dalla guerra permanente. Ma le gerarchie vaticane hanno scelto di fomentare questo clima di intolleranza e di odio a partire da attacchi mediatici continui ai diritti civili di donne (attacco alla legge sull’aborto, legge 40) e di lesbiche, gay e trans (scontro sulla legge sulle convivenze di fatto, assenza di un qualunque discorso sulla legge antidiscriminazione). Questo ha dato i suoi frutti, come ripetute aggressioni sessuofobiche di stampo fascista (la violenza contro lesbiche gay e trans si è moltiplicata nell’ultimo anno) ed azioni squadriste (blocco del Pride a Catania e campagna d’odio in Versilia).

La distorsione del concetto di naturale porta all’odio e alla paura del diverso, e l’attacco agli “amori deboli e deviati” porta direttamente alla discriminazione verso tutte le soggettività “intrinsecamente disordinate”, sdoganando le nuove destre, dando mano alla violenza di stampo neofascista e rendendo palese le strategie sulle quali si basa la violenza in atto: "Una società che codifica l'assoluta libertà di ciascuno su se stesso, ad esempio con l'autodeterminazione senza alcun limite rispetto alla morte, si pone sulla via dell'implosione: l'assoluta libertà sciolta da ogni vincolo è la premessa per qualsiasi forma di violenza, sopraffazione, conflitto" (Bagnasco). Mentre la politica italiana è completamente asservita, il governo risponderà al Family day con una conferenza sulla famiglia (Firenze, 26 maggio) “come soggetto titolare di diritti”, contro la quale è già in corso una mobilitazione. 

Il tavolo proposto da Facciamo Breccia delineerà brevemente la discussione su questi temi anche con la partecipazione di Carlo Pauer Modesti (curatore dell’edizione italiana della Storia Criminale del Cristianesimo), Emanuele del Medico (autore del libro All’estrema destra del padre) e Graziella Bertozzo (Facciamo Breccia).
Invitiamo tutte le realtà che parteciperanno al laboratorio antifascista “Squarci di destra” organizzato dalla Rete Antifascista Metropolitana ad apportare la propria esperienza di intervento sociale nei propri territori nella metropoli culla della chiesa cattolica, anche sulla base della recidiva guerra vaticana alle soggettività non conformi che, attraverso la criminalizzazione del diverso, propone la legge naturale ed il familismo come strumenti teorici per il controllo e per la repressione di stampo neofascista. Il tavolo si propone come momento di confronto e come ponte fra diverse esperienze di lotta anche al fine di delineare e riflettere sugli obiettivi e sulle azioni comuni. Pertanto tutte le realtà interessate sono anche invitate a portare il proprio contributo alla realizzazione del tavolo nella fase d’interazione riguardante i contenuti e/o di stesura di questo documento.
 
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