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07/21 ottobre 06 comunicato stampa PDF
Wednesday 27 September 2006
"LAYCA"
AUTODETERMINAZIONE, LIBERTA', LAICITA'
Verona 7 ottobre / 21 ottobre 2006
COMUNICATO STAMPA (scarica .pdf)

Il coordinamento ³Facciamo Breccia² ­ assieme ad alcune realtà locali quali circolo Pink, csoa la Chimica, Biblioteca Domaschi e Arcilesbica ­ promuove ³LAYCA! Autodeterminazione - Laicità ­ Libertà², una serie di eventi culturali, di denuncia e di piazza in risposta al 4° convegno ecclesiale nazionale e alla venuta del papa a Verona.
Si prevede per l¹occasione, con grave limitazione alla libertà di circolazione di tutti, uno spiegamento eccezionale di mezzi e di forze a difesa del capo di stato vaticano, a maggior ragione dopo le sue recenti ed infelici dichiarazioni contro la religione islamica.
Un evento sacral-mediatico che si vorrebbe imporre a tutti/e. Anche le scuole pubbliche verranno chiuse per permettere alle giovani pecorelle di confluire nei ³papa boys².

Da alcuni mesi la macchina organizzativa dell¹appuntamento organizzato dalla CEI va a pieno regime, lautamente oliata e foraggiata da finanziamenti pubblici. Sono dell¹ordine di qualche miliardo di euro le sovvenzioni di Regione, Comune e Provincia per far trovare al papa e alla sua corte una città imbiancata: le strade dove transiterà il pontefice rifatte, le chiese restaurate. Invece di operare a beneficio della cittadinanza ­ compito quotidiano per il quale avrebbero ricevuto teoricamente il mandato dagli elettori ­ le amministrazioni pubbliche sperperano soldi al fine di allestire una bella scenografia, in omaggio alla Curia.
Solo due mesi fa in uno di questi ³cantieri della curia² sono morti due lavoratori stranieri per la carenza di norme di sicurezza.
Rientrano inoltre in queste iniziative di ³imbiancamento² le settimanali operazioni di ³pulizia etnica² delle forze dell¹ordine contro gli stranieri irregolari, senza lavoro e senza fissa dimora.

Ma Ratzinger e Ruini non verranno a Verona per consolare poveri cristi e risolvere situazioni di indigenza, povertà repressione e disagio ormai sempre più evidenti.
Ratzinger e Ruini verranno a rilanciare la loro politica temporale di egemonia sulla società, che ha bisogno dello stato Italiano (o della sua parte più reazionaria) per contare in Europa e nel mondo e poter incidere nelle politiche ³terrene².
Ratzinger e Ruini verranno a fornire un modello invasivo e ben preciso di ³catechismo sociale² che garantirà ancora una volta la benedizione clericale a organizzazioni e strutture gerarchiche della società moderna.

Il Vaticano è uno stato totalitario nel quale fino a pochi anni fa vigeva la pena di morte. Troppo spesso ­ nonostante episodici e tardivi pentimenti ­ si è reso complice di regimi autoritari, dittature, atti criminosi. Il Vaticano è uno stato omofobo e misogino la cui politica è tra le principali responsabili morali della mancata prevenzione alla pandemia dell¹AIDS. Con queste credenziali non può pensare di far parte dell¹Unione europea, ma può condizionarne le scelte attaccando la sempre più labile separazione tra chiesa e società, tra morale religiosa ed etica laica.

Verona è una città che troppo spesso si è prestata a questa confusione. Provincialista laboratorio ³neocon², è la ³capitale² dell¹integralismo cattolico e delle destre estreme. Lega Nord, Forza Nuova, gruppi tradizionalisti riprendono e rilanciano con violenza le affermazioni più reazionarie di questo papa e dei suoi vescovi.
L¹attacco alle libertà individuali, all¹autodeterminazione delle donne, ai diritti umani, ai gay, alle lesbiche, ai/alle transessuali, alle persone migranti è all¹ordine del giorno e ovunque è allarmante l¹aumento di atti di violenza, aggressioni, stupri e omicidi nei loro confronti.

Sono secoli che la chiesa-maschio attacca la donna relegandola al solo ruolo di ³incubatrice² per garantirsi il primato sulle nascite e sulla vita delle persone.
Sono secoli che la chiesa-macho condanna, mette al rogo, emargina gay, lesbiche e transessuali colpevoli di minare la cosiddetta ³famiglia naturale², mito sociale che serve a dare continuità di ruolo e di potere alla stessa gerarchia cattolica; lo stesso ³locus amoenus² timorato di Dio e tradizionale nel quale oggi si consumano la maggior parte degli stupri, delle violenze sulle donne e sui minori, degli omicidi e dei suicidi.


Ogni giorno, come fosse la cosa più normale di questo mondo, e troppo spesso senza che anche a sinistra si trovi vergognoso, i vertici della chiesa utilizzano un vocabolario etico fitto di affermazioni razziste e omofobe, intromettendosi nella sfera privata delle persone, attaccandone il diritto all¹autodeterminazione, e minando la laicità di quella pubblica.

Una chiesa ricca e potente nei suoi privilegi ed interessi economici, ma che nonostante questo ottiene, oltre all¹8 per mille, finanziamenti per le sue scuole private, corsie preferenziali nella scuola pubblica per l¹accesso al ruolo degli insegnanti di religione, l¹esenzione dell¹ICI per il suo immenso patrimonio immobiliare.

Verona non è, però, solo questo: è fatta anche di cittadine e cittadini che lavorano, studiano, sono precari/e, è una città resa meno intollerante da lesbiche, trans, donne, gay, etero che vogliono riaffermare l¹esistenza, l¹importanza e la ricchezza di una società laica, plurale nei comportamenti e nelle scelte, aperta e paritaria nel dialogo con l'altra/o, libera di desiderare e di sperimentare.

Lo affermeremo nei giorni della presenza della CEI a Verona con fantasia, con ironia, con le nostre teste e i nostri corpi.

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Facciamo Breccia, Circolo Pink Verona, Biblioteca G. Domaschi, csoa La Chimica,
Arcilesbica Verona, Arcigay Mantova

 
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