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DENUNCIATI PER AVERE MANIFESTATO SOTTO LA CURIA L'anno scorso, in occasione del referendum sulla legge sulla procreazione assistita, abbiamo manifestato davanti la Curia Arcivescovile a Palermo protestando contro l'ennesimo tentativo del governo e della Chiesa di ricacciare le donne in un Moderno Medioevo. Un grande striscione "NO Ratzinger SI Referendum", slogan "L'integralismo non è lontano in Italia abbiamo il Vaticano"... Seminaristi e preti molto disturbati dalla nostra presenza fastidiosa (quattro donnicciole avevano osato invadere il loro territorio)hanno iniziato ad insultarci dai balconi e dalle finestre:"Andatevene a casa a lavare i piatti, a fare le casalinghe, il vostro posto è quello..." e via dicendo. Questi sono i "valori" che la Chiesa, che accusa di vilipendio alla religione, porta avanti sempre più incalzante contro le donne e che "inculca" nei suoi studenti: essere donna vuol dire essere solo moglie e madre, serva e mera incubatrice, la cui vita vale meno di un embrione, a salvaguardia della "sacra famiglia" dolce focolare domestico, in realtà sempre più spesso vera prigione e luogo di violenza e di morte, vedi i crescenti casi di uccisioni di donne e le violenze all'interno delle famiglie!
Novembre 2005: contestazione ancora a Palermo contro le sempre più pressanti crociate reazionarie ideologiche e politiche della chiesa, protesta aperta, in occasione della tre giorni della CEI a Palermo, davanti il palazzo della Regione,alla quale ha preso parte anche il paladino di Ratzinger, maschilista e razzista, presidente del senato Pera; un grande striscione "A morte la sacra famiglia, ieri fascismo e Mussolini, oggi Berlusconi e Ruini" , critica all'ignobile libro scritto a due mani(Ratzinger/Pera) "Senza Radici" . Immediata la reazione dei servi del potere, un cordone di polizia ha iniziato a spingere le compagne e i compagni presenti, a dare calci, una compagna è stata colpita con un pugno in faccia, hanno cercato di strapparci lo striscione senza riuscirvi e di impedirci di manifestare liberamente e di esprimere il nostro dissenso.
Ma quale libertà ma che democrazia , questo Stato affiancato pienamente dalla Chiesa diventa sempre più UNO STATO DI POLIZIA che per imporre ilmoderno fascismo attacca con la repressione chiunque lotta per rivendicare i propri diritti e si ribella e si oppone a questo sistema capitalista, reazionario e maschilita, dai lavoratori, agli operai, agli studenti, alle donne, e non c'è differenza tra gli schieramenti politici: le denunce,le multe, le cariche, i manganelli arrivano da entrambi (vedi Cofferati a Bologna).
Contro tutto questo occorre una risposta di massa , lottare organizzati a difesa e per la conquista dei nostri diritti, per combattere il regime di moderno fascismo che avanza.
mfpr movimento femminista proletario rivoluzionario
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