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22/11/2008 - Roma: adesione alla manifestazione contro la violenza maschile sulle donne e lesbiche PDF
mercoledì 19 novembre 2008
   

Le compagne di FACCIAMO BRECCIA

 

Aderiamo al corteo del 22 novembre "Contro la violenza maschile sulle donne", convinte che una politica autodeterminata, autorganizzata e costruita dal basso rappresenti l’unica forma di resistenza in grado di delineare anche nuovi percorsi di liberazione.

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COMUNICATO DI ADESIONE

Le compagne di FACCIAMO BRECCIA

 

L’attuale contesto sociale, politico e culturale mostra l’assunzione di un paradigma normativo e autoritario che va reimponendo il modello patriarcale ed eterosessista.

A questo modello il Vaticano ha dato un determinante contributo attraverso le battaglie contro l'autodeterminazione delle donne e delle lesbiche in tutto il mondo.

Le politiche integraliste papali, appoggiate dal governo italiano, continuano a ribadire  la  centralità e la “naturalità” – quindi l’implicita e supposta “immutabilità” – della famiglia eteropatriacale, luogo primario della violenza contro donne e bambine/i.

I quotidiani e assillanti interventi istituzionali ed ecclesiastici contro l’autodeterminazione delle donne e degli stili di vita legittimano e rafforzano le premesse culturali della violenza contro donne e lesbiche.

In quest’epoca di delirio securitario, i concetti di “rispettabilità” e “decoro” hanno assunto un significato normativo. Viene così criminalizzato ogni percorso di liberazione di donne, lesbiche e di tutte le soggettività eccentriche al sistema eterosessista. Sistema che, basandosi sulla subalternità di un genere all’altro, è il presupposto necessario della violenza maschile sulle donne e sulle lesbiche. “Indecoroso” è divenuto tutto ciò che non rispecchia il maschio dominante – che è bianco, di classe media, eterosessuale, abile, adulto, produttivo e riproduttivo e, possibilmente, anche cristiano – e il suo alter ego femminile, che è un modello unico di donna, eterosessuale e subalterno.

Tutto ciò che è “indecoroso” viene stigmatizzato poi, se possibile, sanzionato e “corretto” o perseguitato, represso, cancellato – anche sul piano istituzionale, come nel caso del DdL Carfagna – in un paradigma sociale che prevede il plauso ad ogni forma di autoritarismo, controllo e repressione.

Anche per questo riteniamo oggi necessario un posizionamento dichiaratamente antifascista dei movimenti – e in particolare del movimento femminista e lesbico.

Sappiamo bene quale legame di necessità intercorra tra fascismo e sessismo: il mantenimento violento del sistema patriarcale e del suo controllo sulle sessualità e la sottomissione di un genere all’altro, che ha implicite in sé l’accettazione, la connivenza e la perpetuazione della violenza maschile su donne e lesbiche.

Per questo anche nell’ambito delle lotte antifasciste abbiamo più volte ribadito la necessità di combattere ogni forma di machismo e di coniugare l’antifascismo con la lotta contro il sessismo, il razzismo e l’omo/lesbo/transfobia, che insieme costituiscono il modello repressivo di questa epoca.

La precarietà economica, imposta dal sistema neoliberista e dal suo disfacimento a cui assistiamo in questi mesi, da una parte rende più ricattabile la manodopera migrante e, dall’altra, tende a risospingerci dentro la famiglia, a causa della mancanza di garanzie sociali in un Paese già vessato da rigurgiti integralisti e familisti.

A pagarla sono, in primis, le soggettività migranti e quelle i cui percorsi di liberazione implicano necessariamente l’uscita dalla famiglia e il rifiuto del paradigma familista e patriarcale – vere e proprie gabbie dove milioni di donne vengono brutalizzate, uccise e rese “vittime”.

 

Aderiamo al corteo del 22 novembre "Contro la violenza maschile sulle donne", convinte che una politica autodeterminata, autorganizzata e costruita dal basso rappresenti l’unica forma di resistenza in grado di delineare anche nuovi percorsi di liberazione.

 

Più autodeterminazione, meno Vaticano!

Le compagne del coordinamento Facciamo Breccia

 
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