Prossimi eventi

Nessun evento
Advertisement
Contro la venuta di Benedetto XVI: MANIFESTIAMO! PDF
mercoledì 10 settembre 2008
Di seguito pubblichiamo la traduzione dal sito Remballe ton pape che spiega le ragioni della manifestazione che si terrà il 12 settembre a Parigi contro la visita di Joseph Ratzinger in Francia

Perché ci opponiamo alla visita di BXVI

Parigi 12 settembre: manifestazione

 

Nei giorni 12-13-14 settembre prossimi papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) sarà per la prima volta in Francia, invitato da Nicolas Sarkozy. Questa presenza del capo del Vaticano, garantita dallo stato francese, è inaccettabile e costituisce un attacco contro i movimenti sociali per molteplici ragioni.

 

Un attacco contro la separazione di stato e chiesa

Con questo invito, Nicolas Sarkozy conferma la sua posizione rispetto a una “laicità positiva” che non dovrebbe avere “il potere di tagliare le radici cristiane della Francia”.

Non esita a promuovere l’intrusione del pensiero cristiano negli affari pubblici quando dice che “nella trasmissione dei valori e nell’apprendimento della differenza tra il bene e il male, l’insegnante non potrà mai sostituire il pastore o il prete”. Malgrado le proteste, la ripresa dei lavori  parlamentari vedrà “l’educazione civica” sostituita dall’“istruzione civica e morale” in odore di catechismo repubblicano e di obbedienza cieca alle regole. Non dimentichiamo neppure che nel 2007 Christian Venneste, deputato UMP-CNI del nord, ha inviato ad alcune istituzioni scolastiche il testo “Uomo e donna li creò” che condanna le teorie dell’evoluzione e l’omosessualità.

Persistono forti legami strutturali tra lo stato francese e l’autorità vaticana. Il presidente della repubblica ha accettato il titolo di canonico. Christine Routine, attuale ministro alle politiche abitative e urbanistiche, dal 1995 fa parte del Pontificio consiglio per la famiglia del Vaticano, e del suo gabinetto fa parte un prete, Jean-Marie Petitclerc. Questi esempi costituiscono un attacco alla laicità istituita per legge.

 

Un attacco alle donne

I discorsi tenuti dalla chiesa cattolica in generale – e da Benedetto XVI in particolare – contro le donne e i loro diritti sono retrogradi, sessisti, misogini e lesbofobici. Nella sua enciclica Evangelium Vitae, è parso necessario a Ratzinger ricordare le parole rivolte a Eva da Dio, dopo il supposto “peccato originale”: “il desiderio ti porterà verso tuo marito ed egli dominerà su di te” (Genesi, 3, 16).

La superiorità divina degli uomini sulle donne organizza tutte le sfere della società: Ratzinger aggiunge che “le donne che liberamente lo desiderano potranno consacrare la totalità del loro tempo alla cura della casa […], mentre quelle che desiderano svolgere altre attività lo possono fare in orari adatti, senza dover scegliere di sacrificare la loro vita familiare”. Nel momento in cui le donne svolgono gran parte dei lavori precari e dedicano la maggior parte del tempo che rimane al lavoro domestico gratuito, Benedetto XVI vuol ricordare alle donne il loro posto: il focolare e la famiglia. La famiglia difesa da Ratzinger è il luogo primario della violenza domestica.

 

Un attacco contro il diritto alla contraccezione e all’aborto

Il catechismo della chiesa cattolica insiste: “il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è fine a se stesso, separato dalla procreazione e dall’unione familiare”.

Poiché la norma è che sessualità e riproduzione sono intimamente legate, è innanzitutto contro il diritto all’aborto che si scaglia la chiesa cattolica. Migliaia di donne muoiono ogni anno nei paesi in cui l’aborto è illegale. Dove è legale, il diritto delle donne a disporre dei propri corpi è attaccato senza sosta. In Francia, dove il 40% delle donne abortisce una volta nella vita, i servizi ospedalieri che praticano l’aborto sono sempre meno finanziati  a causa di un’attiva opera di lobbying da parte della chiesa cattolica. Quest’ultima, inoltre, promuove la diffusione dell’obiezione di coscienza – in particolare il diritto dei medici di rifiutarsi di praticare l’aborto – e sostiene che si tratti di un dovere.

 

Un attacco contro le nostre vite: il papa complice della diffusione dell’HIV

La chiesa cattolica si scaglia contro la maggior parte dei metodi contraccettivi, compreso il preservativo che permette di proteggersi da numerose malattie sessualmente trasmesse e, in particolare, dal virus dell’Aids (Hiv). In un contesto mondiale dove la pandemia di Hiv miete sempre più vittime, è criminale insistere nel vietare metodi di protezione delle vite umane semplici, economici ed efficaci come il preservativo.

 

Un attacco contro il diritto di scegliere il proprio genere e la propria sessualità

La bibbia condanna l’omosessualità e Ratzinger definisce “la particolare inclinazione della persona omosessuale” come “un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale”.

Con i suoi discorsi la chiesa legittima tutte le discriminazioni e le violenze commesse contro lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (lgbti). Essa mantiene l’ordine morale che condanna alla sotto-cittadinanza tutti/e coloro che non si vogliono conformare. Tale ordine presuppone che esistano soltanto due generi, “naturalmente” determinati da due sessi – uomo e donna – necessariamente complementari, negando così l’esistenza delle persone transgender, transessuali e intersessuali.

 

Un attacco contro la solidarietà e le lotte sociali

A proposito di migranti, il papa ha sottolineato che chiunque dia loro un sostegno deve farlo “nel rispetto della legge creata per assicurare il buono svolgimento della vita sociale”. Si vede che, quando si tratta di persone che la polizia rastrella e porta nei centri di detenzione, le capacità di protesta della chiesa cattolica non sono affatto migliorate dalla seconda guerra mondiale in poi.

Ma, più in generale, Benedetto XVI ci tiene ad inviare un messaggio chiaro contro l’emancipazione: “sarebbe criminale usare gli elementi della pietà popolare per orientarli verso un piano di liberazione puramente terreno che si rivelerebbe rapidamente come nient’altro che un’illusione”.

A tutti gli oppressi e tutte le oppresse, a tutti/e coloro che vorrebbero lottare per migliorare la propria condizione  o che aspirano a un mondo migliore, basterebbe piegare la testa per raggiungere la felicità… ma soltanto dopo la morte.

 

Noi siamo contro la violenza e le discriminazioni della chiesa.

 

Siamo per il diritto di fare del nostro corpo ciò che vogliamo, senza dover corrispondere ad alcuna norma né estetica, sia essa religiosa, sociale o ideologica. Siamo per il diritto di sceglierci le sessualità e le relazioni. Affermiamo ancora una volta che la realizzazione delle donne non passa attraverso la maternità – che non è un destino biologico – ma deve rimanere una scelta.

 

Noi esigiamo:

 

-             Che la chiesa non si immischi nella politica

-             Che la chiesa smetta di fare dichiarazioni criminali

-            Che i governi francesi si impegnino ad affrancarsi dall’ideologia cattolica

-             Il libero accesso e la totale gratuità dei mezzi di contraccezione e dell’aborto

 

Remballe-ton-pape

invita alla manifestazione

che partirà Venerdì 12 Settembre alle 18.30

dalla fermata della metro 8 Filles du Calvaire - Parigi

 

 
< Prec.   Pros. >

In evidenza

Gli appuntamenti della Breccia

« < Marzo 2010 > »
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
28 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

Feed RSS