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Facciamo Breccia endorses the No to Pope Coalition in Sydney: further details PDF
Friday 18 July 2008

Il 19 Luglio a Sydney, in contemporanea con molte altre città dell’Australia, la “No to Pope Coalition” protesterà pacificamente contro il carrozzone vaticano impegnato nella Giornata Mondiale per la Gioventù. La coalizione è formata da realtà LGBT, associazioni di atei, partiti della sinistra radicale, come la Socialist Alliance, e da singoli/e. Anche da Facciamo Breccia…

 La coalizione manifesterà con un corteo per le vie di Sydney per protestare contro l’omofobia vaticana, il divieto della chiesa all’uso del condom, che è causa di milioni di morti per AIDS soprattutto in Africa e che mette in serio rischio la salute riproduttiva di milioni di donne che ogni giorno muoiono di parto in molti paesi del mondo.

In un articolo apparso sul Green Left Weekly del 12 Luglio  si sottolinea il ruolo avuto dall’allora Cardinale Joseph Ratzinger nel sopprimere (fisicamente) in America Latina i rappresentanti della teologia della liberazione per sostenere l’egemonia imperialistica degli Stati Uniti in America Latina. Più tardi, si legge nell’articolo, il presidente Ronald Reagan per primo rese il favore al Vaticano incorporando la morale sessuale della chiesa cattolica istituendo il “global-gag”, che prevedeva l’elargizione di aiuti economici solo alle associazioni che non avessero dato informazioni sull’aborto. Rimossa da Clinton questa norma fu ripristinata da Bush in una forma ancora più restrittiva: niente aiuti economici alle associazioni che non condannano la prostituzione e che non propongono il modello dell’astinenza tra le misure di prevenzione dell’AIDS.

Non è una caso che la protesta si inserisca nella scia di un’altra protesta avvenuta a settembre in occasione della visita di Bush in Australia, quando Sydney fu totalmente militarizzata con cecchini sui tetti e il dispiegamento di ingenti forze di polizia che, come dice la portavoce della “No Pope Coalition”, Rachel Evans, fecero sfoggio del loro gioiello più costoso: una cannone ad acqua da 600.000 dollari australiani. Pagati ovviamente con i soldi dei contribuenti che il governatore del Nuovo Galles del Sud, Moris Iemma, elargisce a piene mani quando si tratta di fare bella figura con i potenti del mondo.

Si tratta dello stesso Moris Iemma che ha cercato di imbavagliare la protesta contro Ratzinger con la cosiddetta “annoyance law”, una legge speciale emessa per impedire ai manifestanti di protestare sotto la minaccia di multe e arresti. Contro questa norma incostituzionale la “No Pope Coalition”si è battuta facendo appello alla Corte delle libertà civili che ha dato ragione ai “No Vat” australiani. E’ lo stesso Moris Iemma che ha speso 118.000 dollari australiani (sempre denaro pubblico) per organizzare la chermesse di una organizzazione privata, la chiesa cattolica, che è il terzo proprietario terriero nel mondo. Moris Iemma, italo-australiano di origini calabresi, è un cattolico che rappresenta l’ala destra dei laburisti (una specie di Binetti sposato con 4 bambini). Sempre cattolico è il Primo Ministro australiano laburista Kevin Rudd, ma in questo caso si tratta di una specie di Prodi degli antipodi.

L’Australia è così l’unico stato di cultura occidentale a proibire i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La “civil union legislation”, infatti, fu bocciata in toto dal precedente Premier, il liberal-nazionalista John Howard. Nonostante il nuovo governo laburista si sia dimostrato intenzionato a rimuovere dalla legislazione australiana più di 100 leggi discriminatorie per gay, lesbiche e trans, Rudd si dimostra sordo da un orecchio (come fu Prodi, per l’appunto…).

Dice Rachel Evans:

Alcuni governi, specialmente quello della cattolica Spagna, hanno avuto il coraggio di opporsi a questa spazzatura reazionaria in merito a questi temi. Non qui in Australia. Qui l’influenza politica della destra Cattolica (e non cattolica) sulla politica continua ad agire sui rispettosi e pii amministratori laburisti (contro la maggioranza dell’opinione pubblica)

Il governo australiano è stato il primo, e fino a oggi l’unico nel mondo occidentale a bandire I matrimoni tra persone dello stesso sesso. E l’aborto rimane reato da codice penale negli stati del Nuovo Galles del Sud, Victoria, Queensland, Territori del Nord, Sud Australia e Tasmania.

 

Ci ricorda qualcosa?

La chermesse vaticana avviene in un paese come l’Australia, dove l’irritazione di molti, è anche espressione di una crescente ostilità e di indifferenza verso la religione organizzata. I cattolici in Australia, secondo le statistiche, sono la religione più numerosa con il 27,5%, contro il 18,7% degli anglicani, e altrettanti di 'nessuna religione'. La pratica religiosa però è un'altra storia: solo il 14% di chi si dichiara cattolico va a messa regolarmente, contro il 18% del 1996. La frequenza alla messa fra i giovani è sotto il 10%.
La chiesa cattolica conta invece (guarda caso…) tra i punti di forza il suo sistema scolastico, frequentato dal 20% dei/delle giovani, non necessariamente cattolici. Un'altra presenza importante è fra gli aborigeni, dove è stata possibile un’”evangelizzazione” vecchia maniera.

Come nel resto del mondo anche in Australia gli scandali degli abusi sessuali dei preti cattolici sono all’ordine del giorno, e fra le contestazioni che Ratzinger si appresta a subire vi sono anche quelle delle associazioni delle vittime della pedofilia dei preti.

NO POPE!

NO VAT!

 
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