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Otto Marzo di lotta e non di governo PDF
Wednesday 05 March 2008

La manifestazione contro la violenza maschile sulle donne dello scorso 24 novembre, dove la volontà di autodeterminazione è coincisa con la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica, ha inaugurato una nuova stagione politica: nulla più sarà come prima. Dopo decenni di uso normativo dell’otto marzo, trasformato in una “celebrazione” istituzionale e  commerciale, quest’anno in tutto il paese femministe e lesbiche si riappropriano di questa giornata di lotta.
Lotta contro la violenza e l’umiliazione, ma anche contro il tentativo di gestione e di controllo dei percorsi di liberazione.
Facciamo Breccia intende, anche l’8 marzo, partecipare e sostenere l'opposizione che parte dal basso, e – oggi – è indubbio che ad essere voce dal basso siano le donne, l’autorganizzazione e l’autodeterminazione delle soggettività in lotta.

In particolare l’ingerenza della chiesa cattolica ed il tentativo di conformare lo spazio pubblico ad una concezione etico-religiosa costituiscono un attacco gravissimo che colpisce in primo luogo tutte le donne, minacciando gli spazi di libertà conquistati dal movimento femminista, che era riuscito a scardinare schemi oppressivi radicati, grazie ad una nuova cultura di liberazione.
Ribadiamo come l’alleanza strategica fra politica istituzionale e Vaticano, che utilizza la violenza di genere, dentro e fuori la sfera domestica, come dispositivo di controllo sociale sulle donne, sia strumentale alla progressiva sostituzione del welfare con modelli familisti.
Questi attacchi all’autodeterminazione si fanno sempre più violenti e ricorrono alla messa in discussione della legge 194 come pretesto per scardinare la già scarsa tutela giuridica della possibilità per le donne di scegliere sul proprio corpo, pertanto appoggiamo la campagna “Obiettiamo gli obiettori” proposta dal collettivo Mai stat@ zitt@ che lancia un’azione concreta tesa a costruire strumenti di resistenza per rafforzare la possibilità di autodeterminazione, opponendosi ad uno dei punti più controversi della legge 194: il diritto dei medici all’obiezione di coscienza.
Riteniamo che ogni utilizzo dell’otto marzo, senza una lettura politica della violenza sulle donne e/o che non si fondi sul concetto di autodeterminazione, di fatto rappresenti un’ulteriore ingerenza.
E’ in quest’ottica che il coordinamento Facciamo Breccia sostiene tutte le iniziative territoriali autodeterminate e autorganizzate da femministe e lesbiche che si assumono un protagonismo attivo che, oggi più che mai, si traduce in “sommovimento” di liberazione da un patriarcato eterosessista che aveva trasformato l’otto marzo nella commercio della mimosa. 

Tra la festa, il rito e il silenzio scegliamo la lotta

 
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