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COMUNICATO STAMPA su RU486 |
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Wednesday 16 November 2005 |
OGGETTO: No all'ingerenza vaticana. Sì alla RU486, alla laicità dello stato e all'autodeterminazione.
Contro l'ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nella vita delle donne, cittadine di uno stato laico, dobbiamo ribadire che la maternità è una scelta responsabile, non un destino o una punizione. Una donna che decide di abortire deve poterlo fare perché diventare madre non è un'imposizione. La pillola RU486, già in uso in molti paesi europei, fornisce alle donne una tecnica meno invasiva e quindi meno pericolosa dal punto di vista medico, in sintonia con la legge 194.
L'aborto non si previene colpevolizzando le donne ma favorendo la contraccezione: se Ruini e la Cei sono contrari all'aborto, perché non fanno una campagna per l'uso dei profilattici? Il preservativo è uno strumento efficace di prevenzione dell'aids e la sessualità libera e consapevole è un diritto di tutte/i. Predicare l'astinenza è una pratica cieca, ipocrita, inutile e demagogica: lo dimostrano anche le moltissime donne credenti e praticanti che da sempre usano gli anticoncezionali e ricorrono all'interruzione volontaria di gravidanza, disobbedendo ai diktat vaticani. La chiesa cattolica, resa oggi ancora più ricca con l'esenzione dall'ICI sulle proprietà immobiliari, non può usare i suoi accresciuti introiti per negare il diritto all'autodeterminazione. E lo stato non può usare i soldi pubblici per snaturare il ruolo dei consultori, ma per potenziarli. Il ministro Storace dice che porterà il Movimento per la vita in tutti i consultori: noi protesteremo. Ovunque ci saranno tentativi di arretramento rispetto alle conquiste di libertà e si metterà a rischio la laicità dello stato noi saremo lì a fare breccia per difendere i nostri diritti.
comitato nazionale "facciamobreccia"
"PIU' AUTODETERMINAZIONE, MENO VATICANO"
11 FEBBRAIO 2006 MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
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