Ad un anno dal pride di Torino, verso il pride nazionale a Roma, Facciamo Breccia propone un mese di riflessioni, approfondimenti e svago.
È stato un anno intenso, durante il quale abbiamo assistito alle più aberranti dichiarazioni della chiesa cattolica (vedi Bagnasco su omosessualità e pedofilia), messa sempre più alle strette dalla realtà, e alle contorsioni dei politici, che hanno portato a brutti disegni di legge (come quello sui dico). Abbiamo assistito ad odiose aggressioni fasciste ai danni di gay e lesbiche per via del loro orientamento sessuale. Le notizie di violenze cotro le donne hanno riempito i telegiornali, ma troppo spesso non hanno suscitato riflessioni serie verso un cambiamento reale. Spesso ci siamo sentiti/e offesi, colpiti/e, ma ciò ha soltanto rafforzato la nostra rabbia e le nostre motivazioni: abbiamo manifestato, gridato, disturbato, ci siamo riuniti/e, abbiamo discusso, soprattutto abbiamo imparato l’importanza dell’unione, della determinazione e dell’autodeterminazione, abbiamo capito quanto valiamo, quanto può valere un coro di voci che non si lascia zittire troppo facilmente...abbiamo più chiaro cosa possiamo fare e quanto possiamo essere
dirompenti! Sappiamo di non essere i/le soli/e a pensarla in questo modo e che insieme possiamo essere determinanti, possiamo fare breccia nel pensiero conformista e conservatore dei media e della società che ci circonda.
Facciamo e faremo breccia!
Di.co che la famiglia... * 10/5 h.21 P.Nuovo
In questi ultimi decenni, è stata formulata una campagna ideologica di rilancio della famiglia tradizionale, sia attraverso proclami ideologici, sia attraverso incentivi e agevolazioni per le giovani coppie, contributi per i figli, attacco al diritto d'aborto... In Italia si è fatta sentire con particolare ferocia l’idea cattolica della famiglia, sopratutto attraverso le resistenze fortissime del riconoscimento della coppia al di fuori del matrimonio (etero o omo) che hanno fatto risultare la battaglia per i “Di.Co” un attacco alla moralità civile anzichè una lotta, di civiltà e progresso, per il riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, coppie di fatto e singoli individui. In effetti, sono circa cinque milioni le famiglie che l’Istat definisce «nuove forme familiari»: single, genitori/trici soli/e, coppie di fatto (omo o etero!), coppie in cui uno dei due partner proviene da un precedente matrimonio, cui vanno aggiunte tutte le forme di convivenza solidaristica che le persone liberamente scelgono e che l’istat non censirà mai per intero. È assurdo quindi voler continuare a privilegiare la famiglia composta da “coppia etero sposata con figli”, perché è un modello sempre più astratto e sempre meno rappresentativo di ciò che si ha nella società. Ma siamo proprio sicuri/e che i Di.Co siano una risposta valida alle trasformazioni della famiglia? E che per forzabisogna vivere accoppiati/e?Ne discutiamo con:
- Marco Pustianaz: docente di letteratura nord americana presso l’Università del Piemonte Orientale e
esperto di tematiche queer;
- Michele Potè: avvocato esperto in diritto di famiglia;
- Maria Teresa Silvestrini: consigliera comunale.
Nel nome di dio * 15/5 h.17.30 P.Nuovo
I roghi su cui morirono tante "streghe" e omosessuali furono un laboratorio attraverso cui si volle consolidare la disciplina sociale. E' qui che a livello di massa il capitalismo, con l’appoggio della Chiesa, posò alcune delle basi dell’attuale controllo sulla corporeità, riducendolo ad elemento calcolabile e controllabile, e quindi a servizio della produttività. Ne discutiamo con:
- Carlo Pauer Modesti: sociologo, teorico del pensiero laico, riferimento per quanti sostengono l’indipendenza da ogni dogma religioso e da ogni sudditanza al metafisico. E’ il curatore dell’ opera – dieci volumi di circa 500 pagine – “Storia criminale del cristianesimo” di Karl-Heinz Deschner (ed. Ariele 2000).
- Don Franco Barbero: teologo dissidente, contesta il celibato dei sacerdoti, il ruolo della donna nelle gerarchie vaticane, le posizioni del Vaticano su divorzio, contraccezione e omosessualità. Nel 2003 ha ricevuto dal Sant’ Uffizio dell’allora cardinale Ratzinger, una sentenza di "riduzione allo stato laicale".
- Michela Zucca: antropologa, è autrice del libro "Donne delinquenti: storie di streghe, eretiche, ribelli, rivoltose". Dalla prefazione: “Erano le donne, nelle comunità arcaiche, che curavano i malati, determinavano i tempi della festa, del piacere, della vita e della morte, amministravano il rapporto con gli spiriti, prevedevano il futuro, sapevano interpretare le voci dell’aldilà e iniziavano le rivolte contro il potere costituito. (…). Una cultura che, ad un certo punto, Chiesa e Stato demonizzarono e distrussero (…). Il “progresso”, purtroppo, è fondato sullo sterminio. Delle donne streghe.”
Durante l’assemblea verrà illustrata la procedura per sbattezzarsi.
La rivoluzione sarà sessuale! * 25/5 h.21 c.so Ferrucci 65/A
Una discussione su femminismi, movimenti lgbtq, soggetti di liberazione, verso un orizzonte di emancipazione e di lotta. Per pensare di nuovo alla rivoluzione, una rivoluzione che non può non essere anche di genere e dei generi, capace ancora di farci immaginare ad un mondo privo di rapporti basati sul potere e sulla prevaricazione. Rivoluzione che possiamo provare a far vivere ogni giorno. Ne discutiamo con:
- Lidia Cirillo: responsabile del seminario femminista permanente “I Quaderni Viola”. Collabora con Liberazione, con la rivista Erre e con Il Paese delle Donne. Ha scritto, tra l’altro, “Da Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria - Soggetti di liberazione, rivoluzioni, potere”;
- Porpora Marcasciano: sociologa, vive e lavora a Bologna, politicamente impegnata nella difesa dei diritti dei transessuali, svolgendo numerose ricerche sul tema, è vicepresidente del MIT (Movimento di Identità transgender) e responsabile del centro di documentazione.
Solo una sana e consapevole libidine...* 1/6 h.21.30 csa Murazzi
La sessualità è ancora un tabù, a dispetto della miriade di riferimenti sessuali che ci circonda nei media, nelle edicole, nei commenti della gente incontrata per strada, durante i colloqui di lavoro o gli esami universitari; ma la sessualità non è un istinto incontrollabile o troppo controllato, non è un mezzo per farci acquistare più merci, non è il mezzo per sentire un partner sessuale come un possesso. Crediamo che sia una sfera determinante per ogni individuo, un aspetto naturale e piacevole della nostra vita del quale non abbiamo intenzione di privarci, ma anzi che vogliamo vivere serenamente e consapevolmente, conoscendo il nostro corpo, sperimentando il piacere in tutte le sue molteplici dinamiche e liberandoci dagli schemi sociali che la vogliono nascosta o ostentata, sporca o procreatrice, per gente "che non deve chiedere mai"o come dovere coniugale...
- ore 21:30 chiacchierata divertente per una sessualità consapevole con esponenti della LILA e presentazionee spiegazione di giochi e giocattoli erotici a cura delle SexyShock di Bologna - Festa queer (con dragqueen & dragking)
- Giochi... - Soundsystem
Chiediamo a chi parteciperà alla serata di lasciare a casa l’idea stereotipata di “baccaglio” e di
portare la voglia di sperimentarsi, di mettersi in gioco unitamente alla consapevolezza e al rispetto della libera scelta di ognuno.
Dal Pride a Torino.....al Pride di Roma!
Partecipa con Facciamo Breccia! contatti: 3488528337 oppure 3357167890 Meno Vaticanopiù autodeterminazione!
Siamo un movimento spontaneo di singole, singoli, gruppi, associazioni che riaffermano una cultura laica e si contrappongono all'invadenza vaticana sui corpi e sulle scelte di vita, per riaffermare l'autodeterminazione di ogni soggetto e promuovere una cultura di riconoscimento delle diversità. Il nostro obiettivo è quello di contribuire ad una mobilitazione dal basso per “fare breccia” nel muro innalzato dal Vaticano e dalle istituzioni ( serve sue). Ci colleghiamo al percorso storico del femminismo, alla produzione dei saperi queer, alle lotte delle donne, a quelle del movimento gay lesbico e trans contro tutte le discriminazioni, ai percorsi dei migranti per i diritti di cittadinanza. Siamo convinti/e che l’assolutismo identitario sempre più feroce sia fabbricato per occultare la nostra condizione precaria di studenti/e, nel lavoro e nella vita, per impedirci di prenderne coscienza comune. Vogliamo che il laicismo e l’autodeterminazione dei soggetti siano saperi critici per poter diventare lotte vive (e vivificanti). Siamo contro tutt* coloro che ritengono la pratica politica sul corpo, sui generi, sulle sessualità e sui dispositivi di controllo biopolitico questione “secondaria” o anche solo “ su un piano diverso”. La rivendichiamo invece come spazio globale di (r)esistenza sociale. Non tollereremo più in silenzio nessun Bagnasco che pensi di poter sentenziare sulla pelle di qualcuno/a che non sia lui.
AUTODETERMINAZIONE-ANTIFASCISMO-LAICITA’
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