Il Ministero della Famiglia lancia la prima Conferenza Nazionale sulla Famiglia che si terrà a Firenze dal 24 al 26 maggio.
Nel momento attuale caratterizzato dall’ormai insopportabile ingerenza della chiesa cattolica nella politica italiana centrata sul tentativo di limitare le iniziative legislative che riconoscano l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita (aborto, diritti riproduttivi, unioni affettive e sessuali …), la ministra Rosy Bindi organizza una Conferenza che dovrà segnare la linea delle politiche governative a partire dalla riflessione sulla famiglia "come soggetto titolare di diritti". La Conferenza, lanciata in concomitanza con la convocazione del family day, è una chiara risposta a chi tenta dare visibilità alle istanze politiche di donne, lesbiche, gay, trans e di tutte le soggettività non conformi ad un modello sociale eteropatriarcale proclamato come unico dall’ondata integralista e oscurantista che investe il nostro paese.
Rosy Bindi stessa chiarisce quale concetto di famiglia è sotteso all’iniziativa ministeriale: "ci vogliamo occupare delle famiglie semplici, delle famiglie normali" tanto che il logo della Conferenza ritrae un uomo e una donna (incinta) con un bambino in braccio ed una bambina per mano nel quale, visto che mediamente i nuclei familiari italiani non sono certo composti da tre figli, si può anche leggere un sostegno alla prolificità di triste memoria.
Dietro a questa definizione di "normale" emerge in controluce l’attacco di Ratzinger agli "amori deviati" e le dure parole di Bagnasco, presidente della CEI, contro il concetto di autodeterminazione: "Una società che codifica l'assoluta libertà di ciascuno su se stesso, ad esempio con l'autodeterminazione senza alcun limite rispetto allla morte, si pone sulla via dell'implosione: l'assoluta libertà sciolta da ogni vincolo è la premessa per qualsiasi forma di violenza, sopraffazione, conflitto".
Inoltre la Conferenza Nazionale sulla Famiglia non ha obiettivi limitati all’Italia, anzi propone un’Alleanza per la Famiglia, sulla scia dell'appello lanciato a livello europeo dalla attuale presidenza tedesca dell’Unione europea, tanto che è prevista a Firenze la presenza della ministra tedesca per la Famiglia,, Ursula von der Layen, oltre a quella di altri rappresentanti europei interessati al progetto.