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12/02/07 - Da "Il Meridiano" PDF
Tuesday 13 February 2007
12.02.2007 ore 13:35:00.


La Turco spera che Mastella cambi idea sui Pacs



Roma «Credo che Mastella non farà mancare il suo sostegno al governo, come ha sempre detto». Sono parole del ministro della Salute, Livia Turco, a commento delle dichiarazioni del ministro della Giustizia Clemente Mastella che, sulle coppie di fatto, si dice «pronto a lasciare». Il dibattito resta dunque quanto mai frizzante. La Turco aggiunge: «Io sono una grande estimatrice di Mastella perchè ne apprezzo la chiarezza e la lealtà. E’ una persona che fa le battaglie a viso aperto e con coerenza. Lui fa le sue battaglie perchè ne è convinto». E aggiunge: «E credo anche che non farà mancare il suo sostegno al governo». Poi il ministro della Salute ricorda: «D’altra parte la materia va in parlamento e non ci si deve affatto scandalizzare che ci sia una maggioranza trasversale, è accaduto anche con il divorzio e l’aborto».

E intanto Benedetto XVI è tornato a toccare i temi del rispetto della vita, della difesa del matrimonio e dell’affettività fra uomo e donna. Il Pontefice ha sottolineato il rischio che nel mondo di oggi l’uomo si possa lasciare vincere da una visione del mondo in cui predominino «le relazioni affettive disordinate e la confusione sul matrimonio». Il Papa ha anche riaffermato l’importanza della formazione delle coscienze dei giovani. «Nel mondo attuale - ha esortato Benedetto XVI - è sempre più urgente invitare i nostri contemporanei ad una rinnovata attenzione» al «rispetto dell’essere umano e alla ricerca del bene comune». In effetti, ha proseguito il Papa, «lo sviluppo del soggettivismo, per cui ciascuno tende a prendere se stesso come unico riferimento e a considerare che ciò che pensa ha il carattere della verità, ci spinge a formare le coscienze sui valori fondamentali».

E propio davanti alla sede del Vaticano ieri è andata in onda una manifestazione gay. «Più autodeterminazione, laicità e antifascismo, meno Vaticano». Questo lo striscione di apertura del corteo nazionale organizzato a Roma dalla rete No Vat- Facciamo breccia (che racchiude associazioni di gruppi omossessuali, collettivi studenteschi, sindacati di base) che, nonostante una “pioggerella” insistente, ha raccolto circa 2mila persone un pò da tutta Italia. «Libero corpo in libero Stato» recita uno striscione delle reti antifasciste. «Una lesbica è una realtà pura. Sono almeno due e ciò vi fa paura» è scritto su un altro cartello.

«La legge approvata sulle unioni è una legge al ribasso - dice Massimo del movimento omosessuale sardo - era meglio non fare nulla. Abbiamo aspettato tanto potevamo aspettare ancora». Per Graziella Bertozzo, di “Facciamo Breccia”, «i Dico sono un tentativo di inginocchiarsi al Vaticano, ma inginocchiandosi si rischia di scivolare. Sono l’ulteriore conferma della necessità di scendere in piazza contro interferenze non etiche ma politiche della Chiesa». Duro anche Maurizio Turco, deputato della Rosa nel Pugno, che sfila «contro l’ennesima ingerenza vaticana».

Gianni Cicolella


 
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