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DICO: "NO VAT", A ROMA CORTEO CONTRO INGERENZE CHIESA
Autodeterminazione, laicita', antifascismo. Con queste parole d'ordine e' partito per le vie di Roma il corteo ''No Vat'' promosso da ''Facciamo Breccia'', movimento spontaneo di singoli e associazioni che rivendicano una cultura laica e si contrappongono a quelle che ritengono ingerenze vaticane sulle scelte individuali. I manifestanti, alcune centinaia, sfilano sotto un tempo inclemente con numerosi striscioni ironici contro il papa e i vescovi italiani, travestimenti ''ecclesiastici'' (ma non le maschere di Ratzinger e Ruini che suscitarono polemiche nel corso della conferenza stampa di giovedi'), slogan e musica. Ampio il cartello delle adesioni: dai Radicali a alcune federazioni locali di Rifondazione Comunista, dai movimenti gay e lesbiche all'area dei centri sociali, dall'Arci ai Cobas. La manifestazione e' stata indetta per il secondo anno consecutivo nell'anniversario dei Patti Lateranensi, ma inevitabilmente al centro dell'attenzione ci sono le ultime prese di posizione della Chiesa italiana, a partire dalla questione delle coppie di fatto. Proprio sui ''Dico'' La manifestazione si divide, oscillando dalla moderata soddisfazione alla assoluta contrarieta' per un disegno di legge che, si sostiene, ''e' il frutto di un compromesso con Ruini''. E' di questo avviso Graziella Bertozzo, di Facciamo Breccia, secondo la quale ''i Dico sono un tentativo di inginocchiarsi al Vaticano, ma inginocchiandosi si rischia di scivolare. Sono l'ulteriore conferma della necessita' di scendere in piazza contro interferenze non etiche ma politiche della Chiesa''. Duro anche Maurizio Turco, deputato della Rosa nel Pugno, che sfila ''contro l'ennesima ingerenza vaticana. Nei prossimi giorni - ha annunciato - ripresenteremo alla Camera la mozione che impegna il governo a rispettare il Concordato del 1984 sul tema della separazione tra Chiesa e Stato''. Piu' possibilista Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, secondo cui ''i Dico si inseriscono in un percorso riformista, ma mi auguro ci sia un margine di miglioramento in Parlamento. Margine - ha aggiunto - che chiaramente e' possibile solo se partisse una mobilitazione sociale su questo e altri temi: eutanasia, cellule staminali, fecondazione assistita, tutti problemi su cui l'opinione pubblica e' molto piu' avanti della cosiddetta sinistra, che quando si parla di diritti civili in piazza non ci viene''. Il corteo sfilera' per le vie del centro di Roma fino a Campo de Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno, dove si terranno i discorsi finali.
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