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10/02/07 Da Gaynews PDF
Saturday 10 February 2007
10 Febbraio 2007

ritrovo Piazzale Ostiense ore 14.00

arrivo corteo in Campo de' Fiori



Il Manifesto

E al corteo No Vat sfilano deputati del centrosinistra e gay di destra

Roma

Tra polemiche e scomuniche, oggi è il giorno dei No Vat. In corteo, a partire dalle 14 da Porta San Paolo a Roma, sfileranno associazioni per la laicità, movimenti di gay e lesbiche e semplici cittadini. Tutti per dire no alle ingerenze del Vaticano nella politica italiana. Una manifestazione (intitolata «autodeterminazione, laicità, antifascismo») che cade in un momento del tutto particolare, con la Chiesa pesantemente in campo contro la legge sui Dico, i Pacs all'italiana che pure non piacciono a gran parte della gente che sfilerà oggi, e dopo le polemiche degli scorsi mesi sull'eutanasia e sui funerali religiosi a Piergiorgio Welby. E che non sarà gradita a buona parte del centrosinistra al governo, visto il delicato crinale sul quale si sta muovendo la maggioranza dopo il disegno di legge sulle unioni di fatto.

E però in piazza ci saranno, oltre a migliaia di attivisti, anche una pattuglia di parlamentari, dai rifondaroli Vladimir Luxuria e Titti de Simone ai diessini Marisa Nicchi e Franco Grillini. «È francamente insopportabile l'ennesimo episodio di arroganza contenuto nella violenta presa di posizione dell'agenzia dei vescovi italiani che si scagliano con veemenza degna di miglior causa contro la proposta del governo sui diritti dei conviventi», ha detto ieri quest'ultimo annunciando la sua adesione alla manifestazione. «Si stanno ripetendo le medesime ingerenze, la stesse opinabili intromissioni che abbiamo registrato sulla legge 40. Le incessanti intromissioni delle gerarchie sulla politica italiana sono una emergenza per la tenuta democratica del Paese».

In effetti, la maggiore pubblicità al corteo pare arrivare proprio dalle ultime prese di posizione vaticane. Al corteo ha aderito anche l'Arci. «Occorre che la società civile faccia sentire la propria voce contro l'indebita ingerenza con cui le gerarchie ecclesiastiche stanno cercando di impedire le necessarie scelte legislative, come quella sulle unioni civili, che milioni di cittadini attendono da anni. Riconoscere uguali diritti a tutti - indipendentemente dal loro credo ed orientamento sessuale - è una irrinunciabile conquista di civiltà. L'introduzione dei Pacs, la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, la difesa dell'autodeterminazione delle donne, la lotta a integralismi e fondamentalismi di qualsiasi genere, sono i primi passi per produrre un salto di qualità nella coesione sociale e nella democrazia del nostro paese», dice il presidente nazionale Paolo Beni. Ma la novità più sorprendente delle ultime ore è l'adesione di Gaylib, l'associazione di gay di centrodestra.

Nel frattempo, non si placano le polemiche sulla conferenza stampa del cartello Facciamo breccia, promotore della manifestazione, tenuta due giorni fa a Roma. «Il presidente della Provincia Gasbarra, prendendo ridicolmente a pretesto alcune foto di Ratzinger e Ruini a forma di maschera depositate su un tavolo, straparla di "sfruttamento di una sede istituzionale per propagandare le proprie posizioni, con dichiarazioni e travestimenti gravemente offensivi verso uno Stato sovrano», attacca Piero Bernocchi dei Cobas, che poi se la prende anche con il segretario romano del Prc Massimiliano Smeriglio, che aveva detto no alle «carnevalate».


 
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