Nei giorni precedenti il corteo le polemiche non erano naturalmente mancate. Dopo la conferenza stampa del coordinamento Facciamo Breccia - che ha indetto la manifestazione – , tenutasi presso la Provincia di Roma, il presidente Gasbarra (Margherita) aveva denunciato lo “sfruttamento di una sede istituzionale per propagandare le proprie posizioni, con dichiarazioni e travestimenti gravemente offensivi verso uno Stato sovrano” (il “rischio di offendere uno stato sovrano” era, d’altra parte, già stato corso nella passata edizione di No Vat, quando i Cobas avevano esposto uno striscione contro Ratzinger e Ruini: la Digos aveva, in quell’occasione, “fortunatamente sventato” il tentativo di vilipendere un capo di stato straniero sequestrando lo striscione...).
A seguire il presidente del Consiglio provinciale Labucci (Ds) ed il presidente della federazione romana del PRC avevano condannato l’esecrabile “carnevalata”: alla conferenza stampa erano infatti comparse maschere del solito duo cardinal Ruini - papa Ratzinger.
Ma tant’è, nonostante le avverse condizioni – climatiche e non – tante/i sono scese/i nelle strade per denunciare le ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana – nonché la sudditanza della politica sia di destra sia di sinistra – ma anche le connivenze tra gerarchie vaticane e destra fascista, lo sdoganamento dello squadrismo neo-fascista, che è tornato a colpire con forza e frequenza nelle città italiane, nonché l’istigazione all’odio nei confronti delle soggettività non conformi rispetto al modello dominante (oserei dire patriarcale..) e in lotta per l’autodeterminazione.
È infatti l’antifascismo la rilevante novità del NoVat 2007: “autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza” si legge nella piattaforma di indizione del corteo. Tra le rivendicazioni proposte dal coordinamento Facciamo Breccia anche l’abolizione della legge 40 – che sembra scomparsa dal panorama politico anche della cosiddetta sinistra radicale -, l’eliminazione dei privilegi del Vaticano (esenzione ICI, otto per mille, etc..), una gestione laica della sanità pubblica, la laicità dell’istruzione (eliminazione dell’ora di religione e cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale), ma anche e soprattutto l’autodeterminazione delle donne, la lotta contro ogni fondamentalismo, la libertà di scelta in ogni fase della vita nonché i diritti e la piena cittadinanza per lesbiche, gay e trans. Interessante – perché non appiattita esclusivamente sulla richiesta di legalizzazione di nuove forme familiari - la posizione sulle unioni civili: “contro la criminalizzazione dei Pacs- si legge nella piattaforma - e l’imposizione di un modello unico e patriarcale di famiglia” .
Sul palco, allestito a piazza Campo de’ fiori, che ha ospitato nel 1600 il rogo di Giordano Bruno, sono intervenute/i in molte/e: i/le rappresentanti del coordinamento Facciamo Breccia, l’associazione Agnostici Razionalisti, i Cobas,il collettivo femminista milanese Mai state zitte, l’Affi etc.
E’ stata fortemente ribadita la volontà di dare battaglia sulla decisione della Regione Lombardia di offrirere sepoltura “d’ufficio” ai feti abortiti, ma anche quella di opporsi all’ipocrisia della “difesa della vita” portata avanti da quanti avallano l’ampliamento delle basi militari a Vicenza (il 17 Febbraio è prevista la manifestazione nazionale no Dal Molin) ed il finanziamento dei missili JSF.