Prossimi eventi

Nessun evento
Advertisement
09/02/07 - da "Il Manifesto" PDF
Saturday 10 February 2007
E domani a Roma sfilano i «No Vat»
La manifestazione parte alle 14 da Porta San Paolo. In conferenza stampa maschere di Ruini e Benedetto XVI. Proteste di Margherita e Ds
Ci. Gu.
Roma



Probabilmente si aspettavano - al limite - qualche critica dal Vaticano, invece la scomunica è arrivata dritta dritta dal centrosinistra, anzi da un'accoppiata che già prefigura i toni del futuro partito democratico: il presidente del Consiglio provinciale di Roma Adriano Labbucci (Ds) e il presidente della provincia di Roma Enrico Gasbarra (Margherita) hanno sconfessato la conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nella sede della Provincia per annunciare il corteo nazionale contro la politica del Vaticano, che partirà domani alle 14 da Porta San Paolo. A finire nel mirino di Labbucci «atteggiamenti e comportamenti offensivi e goliardici nei confronti di persone o istituzioni». Tanto che «d'intesa con il presidente Enrico Gasbarra, sarà mia cura nei prossimi giorni proporre ai presidenti dei gruppi politici un regolamento per l'utilizzo degli spazi istituzionali».
Quale gravissima azione sarà stata compiuta nella sede della Provincia di Roma? Il problema è che sui tavoli della conferenza stampa era stata appoggiata qualche maschera raffigurante il cardinale Camillo Ruini e papa Benedetto XVI. E' carnevale, d'altronde. E per fortuna che, forse, alle orecchie di Labbucci non è arrivata la voce che nel menù del rinfresco erano compresi ottimi Strozzapreti. Ma in fondo quale miglior compendio per capire che quando quelli di Facciamobreccia - un movimento che comprende vari gruppi, organizzazioni, colletivi e singoli individui - lanciano l'allarme sull'invadenza vaticana nella politica italiana, non parlano a vanvera. Loro, l'hanno sperimentato sulla propria pelle, e non ieri: la prima manifestazione, indetta l'anno scorso l'11 febbraio - anniversario della firma dei patti Lateranensi - subì una grave censura, con un quotidiano come La Repubblica che a lungo si rifiutò di pubblicare la manchette che pubblicizzava l'iniziativa, chiedendo di rivedere il logo dei «No Vat», che raffigura il cupolone cancellato da una bella X. All'inizio del corteo, che riuscì a portare in piazza 10 mila persone, la Digos sequestrò lo striscione dei Cobas che recitava: «Ratzinger e Ruini, pericolosi impiccioni».
Nel frattempo, Facciamobreccia è cresciuta e per il corteo di domani, che terminerà a Campo de' Fiori, sono arrivate una valanga di adesioni, non più soltanto dalle «categorie» tradizionalmente attaccate dall'ideologia cattolica (come i colelttivi femministi, o quelli gay e transgender) ma anche da parte di associazioni diffuse sul territorio come l'Arci. Per non parlare dei 15 treni che stanno partendo da nord e da sud per raggiungere Roma: «Non per merito nostro, probabilmente - ha sottolineato Graziella Bertozzo del coordinamento nazionale - ma perché è ormai chiaro a tutti qual è il rischio che stiamo correndo». Si punta in alto: «Ci aspettiamo 50 mila persone». E questo, nonostante l'analisi del movimento sia tosta: la piattaforma del corteo ha tre parole d'ordine «autodeterminazione, laicità e antifascismo». «Il concetto di antifascismo è essenziale - ha spiegato Nicoletta Poidimani di Facciamobreccia - occorre rendere esplicito che la destra estrema si ricollega alle esternazioni di questa Chiesa». Un problema particolarmente serio, quello del nuovo squadrismo, a Roma come ha ricordato Elisa Coccia della Mela di Eva. «Questo è un movimento destinato a durare a lungo», ha osservato Piero Bernocchi dei Cobas «la Chiesa ha deciso di farsi partito e di puntare sull'intervento sociale e politico, soprattutto in Italia, visto che sta scontando una grave crisi come agenzia di valori». «Dove si è mai vista - ha insistito Bernocchi - una Chiesa che invece di parlare della guerra, fruga nelle mutande degli italiani?».
Adesioni, come detto, ce ne sono parecchie. Ma si nota l'assenza di partiti politici. Fatta eccezioni per adesioni a titolo personale - come quella del vicepresidente della provincia di Roma Nando Simeone del Prc, quella di 15 consiglieri del Comune di Firenze e quella di (qualche) parlamentare - rimane l'appoggio incondizionato dell'Associazione Coscioni, tra i soggetti fondatori della Rosa nel Pugno.

 
< Prec.   Pros. >

Gli appuntamenti della Breccia

« < Giugno 2008 > »
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 1 2 3 4 5
« < Luglio 2008 > »
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
29 30 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2

Le parole della breccia

Feed RSS