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01/02/07 - Da "Il Riformista" PDF
Saturday 03 February 2007
La politica italiana sui Pacs
«Predica bene ratzola male»
di Viola Giannoli
Nella Bologna di Sergio Cofferati, ma anche del cardinal Carlo Caffarra, attestato su posizioni fortemente conservatrici nei confronti del matrimonio e della famiglia, l’altroieri sera è stato presentato in anteprima nazionale il film-documentario Predica bene ratzola male, dedicato ai Pacs. Il gioc linguistico di Sara Ballerini e Luna Coppola, registe del video, è piuttosto evidente. «Una scelta di stile», dicono al Riformista le autrici del film. «Non c’è alcuna volontà di aggredire il Vaticano. In un paese che si dichiara laico dovrebbe essere netta la separazione delle competenze tra Stato e Chiesa. È chiaro che il tema susciti reazioni da parte della Chiesa, ma il problema dei Pacs è essenzialmente un problema politico». Ci tengono Sara e Luna a chiarire che a predicare male non sono le gerarchie ecclesiastiche, bensì la classe politica, vittima di un immobilismo sulla questione delle unioni civili che crea polemiche inutili e controproducenti. «Il titolo che abbiamo scelto - proseguono - è una sintesi, un riassunto del nostro lavoro, nulla più».
Il documentario non ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bologna «perché - dice Luna Coppola - l’amministrazione non patrocina iniziative politiche. Anche se abbiamo provato a spiegare che non si tratta di “un’iniziativa politica”». Polemiche ha suscitato anche il fatto che la proiezione si sia svolta nella sala Farnese di Palazzo d’Accursio. Secondo gli ex Ppi Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani, un oltraggio a un luogo simbolo della presenza cattolica a Bologna.
La visibilità che in Italia ha ottenuto il video, tra l’altro scarsa se si considera che solo un’altra proiezione è finora certa (quella dell’8 febbraio a Firenze), si deve esclusivamente al Movimento di identità transessuale (Mit) e al movimento Facciamo breccia. «Ci piacerebbe che venissero organizzate altre proiezioni. Le critiche di solito fanno eco alle sterili polemiche della cronaca», come quelle che hanno investito direttamente il film per la presunta contrapposizione operata dalle registe tra monsignor Stefano Ottani, parroco della Basilica di San Bartolomeo e Gaetano, e don Giovanni Nicolini della Caritas. «Nel nostro documentario - osserva Sara Ballerini - non c’era alcun confronto tra Ottani e Nicolini». Monsignor Ottani è stato chiamato in causa sul matrimonio canonico, dall’atto di unione al suo annullamento da parte della Sacra Rota. Niente a che fare, dunque, con una polemica a distanza con don Nicolini, cui invece è stato chiesto di chiarire la sua posizione sulle unioni di fatto. Don Nicolini ha ribadito che i Pacs non sono una copia del matrimonio religioso, ma che l’amministrazione statale dovrebbe tutelare ogni forma di convivenza, tra cui quella, del tutto particolare, praticata dallo stesso Nicolini con altri cinque monaci. Il punto, per don Nicolini come per le due registe di Predica bene e Ratzola male, è quello di andare oltre il confronto ideologico che tiene banco in politica. E che spesso coinvolge anche organizzazioni come Arcigay e Arcilesbiche. «Non si tratta di un dibattito “di genere” - aggiunge Ballerini - ma di un dibattito civile che riguarda tutti i cittadini». Anche per questo le due registe si augurano che le prossime presentazioni del film avvengano in un «ambiente neutro, slegato da qualunque associazione».


 


 
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