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Lettera aperta a Paola PDF
Tuesday 11 July 2006
Perché saremo a Catania il 16 settembre
Due lettere aperte
( scarica il comunicato in .pdf )     

A Catania, per esserti vicine
Lettera aperta a Paola

Cara Paola, la violenza che ti hanno inferto ci ferisce profondamente come
donne e come lesbiche. Abbiamo saputo che, in seguito a ciò che ti è
accaduto, a Viareggio ci sarà un corteo contro l¹omofobia.
Non non saremo a quel corteo, ma all¹"Orgoglioso antifascismo" di Catania e
riteniamo importante spiegarti le ragioni della nostra scelta.
La manifestazione di Catania è stata indetta all¹inizio di luglio per
rispondere all¹aggressione omofobica contro il Pride catanese da parte degli
squadristi di Forza Nuova, quella stessa formazione politica che per
quest¹estate aveva dichiarato guerra alla comunità lgt che frequenta Torre
del Lago. "Vento dell¹est" era la dichiarazione di guerra lanciata dal loro
sito, con un chiaro richiamo alle aggressioni violente che i Pride avevano
subito nell¹Est europeo.
La violenza che ti hanno inferto è il prodotto diretto di questa guerra
dichiarata a chiare lettere, perché tali affermazioni omofobiche, come anche
quelle vaticane, creano un clima di odio che legittima le peggiori violenze
contro le donne, lesbiche e non, e contro tutte le soggettività lgt.
Per due mesi abbiamo lavorato per costruire una manifestazione che fosse il
punto di partenza di una risposta organizzata e duratura nei confronti di
questo clima sempre più feroce, perché sappiamo bene che non basta un
corteo. Come donne e come lesbiche siamo consapevoli che bisogna lavorare
soprattutto per prevenire queste efferatezze, e per prevenirle bisogna
cambiare il clima culturale e sociale: si tratta di un lavoro lungo ma che
non si può più rimandare.
Nel 2004 un¹altra donna, Sara, era stata violentata perché lesbica, e
proprio pochi giorni fa l¹inchiesta su questo stupro è stata archiviata
definitivamente, con un nulla di fatto, dimostrandoci, ancora una volta, che
non sono né la polizia né la magistratura a darci delle garanzie. Siamo noi
stesse che dobbiamo prendere in mano la situazione in prima persona,
autodeterminarci e non delegare al potere maschile.
Saremmo volute essere fisicamente al tuo fianco per urlare 'Mai più!¹, se il
corteo di Viareggio fosse stato organizzato in un¹altra data, non
sovrapponendosi a "Orgoglioso antifascismo". Questa impossibilità, però, non
scalfisce minimamente la vicinanza che sentiamo con te e di cui porteremo
testimonianza  a Catania.

Le compagne lesbiche di ³Orgoglioso antifascismo²

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Lettera aperta a Paola e ai compagni di Bologna

Come lesbiche e  gay  di Azione Gay e Lesbica Firenze ci riconosciamo
pienamente nelle parole delle compagne lesbiche di "Orgoglioso
Antifascismo".
Cara Paola, forse qualcuno/a/* di noi, impossibilitato/a/* a partecipare al
corteo di Catania sarà presente a Viareggio, ma in generale Azione Gay e
Lesbica sarà presente a Catania per testimoniare anche cosa è successo a
Torre del Lago, per affermare il nostro "BASTA!" alla violenza misogina,
omofobica, lesbofobica, transfobica. E insieme siamo accanto ai compagni di
Bologna aggrediti qualche giorno fa, abbracciamo loro e Paola, e speriamo
che nel prossimo futuro (stati generali del movimento?) differenti
associazioni, gruppi e comitati glbtq siano in grado di confrontarsi
realisticamente sullo stato delle cose, sulle vecchie-nuove strategie
omofobiche che cercano di ricacciarci nel pantano del silenzio,
dell'invisibilità, della negazione di noi stessi/e/* da cui siamo appena
riusciti/e/* ad emergere. Nel momento in cui cominciamo ad essere visibili
possiamo diventare bersagli, ma è proprio questo il momento di affermare con
più forza e chiarezza il nostro no al fascismo, all'omofobia e al razzismo.
Ancora un abbraccio
Azione Gay e Lesbica Firenze

Quanto accaduto è l’ultimo, ma forse politicamente il più grave, episodio di violenza perpetrato dai neofascisti nella nostra città. I pestaggi, le aggressioni, l’intolleranza, gli accoltellamenti, la propaganda dell’odio razziale e dell’omofobia rappresentano, e hanno sempre rappresentato, l’unica pratica politica dei fascisti a Catania, come in tutta Italia. L’azione del 28 giugno rappresenta tuttavia un gravissimo salto di qualità dell’azione squadrista del nostro Paese, che mette in luce un disegno criminale fascista contro gay, lesbiche e transessuali.

È infatti allarmante che venga consentito a chi non dovrebbe avere alcuna legittimazione politica di ostacolare lo svolgimento di una libera manifestazione che rivendicava diritti, libertà, pace e uguaglianza. Allarmante perché i fatti del 28 a Catania rappresentano simbolicamente l’epilogo di un processo che ha visto in questi anni i neofascisti agire liberamente su tutto il nostro territorio, soprattutto grazie alla strumentale impunità di cui hanno goduto e al complice silenzio delle istituzioni, che hanno nascosto all’opinione pubblica gli omicidi, gli incendi e la storica e strutturale connivenza del fascismo in Italia con le peggiori forme di criminalità organizzata, che ha avuto una drammatica testimonianza nell’eccidio di Portella della Ginestra, dove fascisti e mafiosi spararono sui lavoratori.

Non ci stupisce che il potere clericale e la borghesia bigotta e reazionaria stiano dalla parte di chi vuole impedire il diritto all’autodeterminazione delle scelte sessuali e degli stili di vita. Non ci sorprende che l’ordine capitalistico ancora oggi si serva dei neofascisti come strumento di repressione del conflitto sociale e come strumento per una propaganda populista utile a distogliere l’attenzione dal disagio, lo sfruttamento, la precarietà, la disoccupazione, per alimentare odio e paura verso ogni forma di diversità. Noi non possiamo però in alcun modo accettare che la nostra agibilità politica venga messa a rischio da chi è stato già sconfitto dalla Resistenza, dalle lotte dei lavoratori e dalle battaglie femministe.
Non possiamo più subire nessuna politica di tolleranza e, nei casi più gravi, di connivenza con la violenza neofascista. Non vogliamo, e non dobbiamo, chinarci di fronte alla brutale e cieca repressione che colpisce tutte e tutti i militanti antifascisti e che ha trovato una drammatica espressione nella vergognosa sentenza del Tribunale di Milano con la quale 18 compagni, da 4 mesi in carcere e per l’accusa farsa di concorso morale in devastazione e saccheggio, venivano condannati a 4 anni di reclusione per aver partecipato al presidio dell’11 marzo contro il corteo di Fiamma Tricolore.
Per queste ragioni vi invitiamo a partecipare al corteo nazionale antifascista del 16 settembre a Catania, quando scenderemo in piazza:
-             contro ogni fascismo e contro ogni revisionismo;
-             contro l’intolleranza razziale, di genere e di orientamento sessuale;
-             contro la repressione delle lotte;
-             contro tutte le guerre;
-             contro tutte le destre xenofobe e razziste, dalla Lega ed Alleanza Nazionale a Forza Nuova;
-             contro la disoccupazione, lo sfruttamento e la precarietà, perché antifascismo vuol dire innanzitutto stare in prima linea nella battaglie sociali;
-             per rivendicare il diritto di tutte e tutti alla propria libertà sessuale;
-             per denunciare pubblicamente la connivenza tra destra istituzionale, mafia e squadrismo neofascista;
-             per denunciare la gestione liberticida dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine e l’infiltrazione neofascista in molti settori dell’esercito e della polizia, come la tragica repressione a Genova 5 anni fa ha dimostrato;
-             per un mondo senza barriere e per la libera circolazione di tutte e tutti;
-             per l’abrogazione di tutte le leggi razziste come la Bossi-Fini (senza ritornare alla Turco-Napolitano) e la chiusura di tutti i CPT;
-             per la libertà di tutte e tutti le/i compagne/i antifascisti;
-             per lo scioglimento di tutte le formazioni neofasciste;
-             per riaffermare il diritto di tutte e tutti di essere sempre orgogliosamente antifasciste/i.
 
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