associazioni/collettivi e provenienti per lo più dal centro-nord.
L’assemblea si è svolta in 2 parti. La mattina è stata dedicata soprattutto alle riflessioni/valutazioni su ciò che si è fatto fino ad oggi, specialmente sulla manifestazione romana dell’11 febbraio. Il pomeriggio si è discusso in particolare delle prossime iniziative/appuntamenti.
PRIMA PARTE
Riflessioni sul corteo NO VAT
Per quanto riguarda la manifestazione NO VAT dell’11 febbraio, la valutazione è complessa: se da una parte siamo senz’altro riuscit* a smuovere il movimento glt, proponendoci come alternativa rispetto alle strutture istituzionali – che non parlano il nostro linguaggio né assumono i nostri temi – d’altra parte ci siamo res* conto che il nostro percorso di laicità dal basso e autodeterminazione è stato, al tempo stesso, oggetto di forte riduzionismo, specie da parte dei media che hanno ridotto la piattaforma del corteo a "tutti in pacs".
Noi sappiamo di andare contro la politica mainstream attuale, che è una politica senza corpi; per questo la nostra autodeterminazione è più da testimoniare che da ‘difendere’ e d’altra parte bisogna fare i conti con gli elementi contraddittori tra laicità – dello stato, della rappresentanza partitica – e autodeterminazione.
Se uno dei problemi è il patto di ipocrisia che, rispetto al nostro terreno di confronto, hanno stipulato sia la destra sia la sinistra italiane, si è anche detto che non dobbiamo nasconderci le difficoltà che si sono create (p. e. nella mailing list) dopo la manifestazione romana, né i suoi molti limiti organizzativi e di comunicazione che hanno portato ad assenze e voltafaccia dell’ultimo minuto.
L’inaccettabile "scippo dello striscione" delle compagne Cobas ha mostrato il sessismo e l’atteggiamento "tanto sono solo donne e culattoni" delle forze del disordine, ma ha anche evidenziato la necessità di una migliore organizzazione di piazza e di stabilire ulteriori pratiche di resistenza contro l’arroganza e la violenza della polizia.
Riflessioni sull’azione all’università vaticana
L’azione alla lateranense peccava di organizzazione. Non c’era coordinamento tra le persone che vi hanno partecipato. Paragonando l’azione alla lateranense con quella del Fuori! al convegno di psichiatria di San Remo nel ’72, si è notato che la prima è stata un’azione di difesa, la seconda d’attacco. Ciò significa che dobbiamo re-imparare ad attaccare!
Quali strumenti?
Abbiamo toccato con mano che i comunicati stampa vanno a vuoto e non servono pressoché a nulla. Le nostre proteste devono giocarsi sul terreno della radicalità e dell’irriverenza. A questo proposito si è sottolineata la centralità della piazza nella nostra pratica, ma consapevoli che ancora oggi le istanze glt vengono per ultime all’interno del movimento. Per questo l’approccio di chi cerca di contaminare le lotte glt con quelle dei precari e dei migranti è importante quanto il portare le tematiche glt e femministe dentro il
movimento.
Il problema oggi sta nella povertà, anche numerica, della militanza e nelle disgregazioni interne che non portano a nulla. È necessaria una trasversalità che però non significhi allargamento del contenitore privo di contenuti.
Il progetto Queer for Peace
Presentando il progetto Queer for Peace, ne è stata sviscerata l’importanza per la Breccia sia per superare il concetto di laicità come laicità nei confronti di istituzioni/stato (cosa vuol dire portare contenuti di laicità in una realtà come quella palestinese?) sia per imparare a portare avanti, come in Palestina-Israele, dei progetti nell’ambito delle microrealtà e senza nessun appoggio istituzionale.
E’ anche stata abbozzata una descrizione della realtà politica in Palestina e Israele in questi mesi precedenti
al world pride di Gerusalemme. Si è accennato alla parzialità razzista di questo pride e al significato dell’adesione alla manifestazione contro il muro.
Riflessioni sui contenuti di FB
Si è ribadito che la peculiarità di FB è quella di proporre una analisi politico-economica di fondamentalismi e integralismi. Questo ci differenzia da chi, come la Rosa nel Pugno, pur facendo un chiaro discorso sulla laicità lo fa in termini filo-neoliberisti. Da questo punto di vista, significativo è l’esempio di Verona come laboratorio delle nuove destre e quindi di quella "alleanza" tra neoliberismo e clericofascismo che la Breccia vuole mettere al centro della sua controffensiva.
In uno scenario allargato, l’alleanza tra monoteismi che il mondo oggi sta vivendo produce non solo ulteriori misoginia e omofobia, ma anche il mantenimento delle differenze sessuali su cui la dottrina della chiesa si basa. Chi si oppone a questo fondamentalismo dall’interno è considerato alleato del nemico, quando non addirittura terrorista da chi ha il potere di definire chi è terrorista.
Dobbiamo continuare la denuncia a tutti i livelli dei privilegi cattolici.
La nostra forza può essere trovata dentro un movimento che rompa con la parcellizzazione delle lotte tipica delle istituzioni politiche glt e delle sue derive lobbistiche ormai purtroppo generalizzate e che ponga connessioni feconde (per esempio il progetto Queer for Peace).
Riflettendo sull’importanza di non fare più in Italia pride itineranti, in cui ogni città di volta in volta si candida, ma di fare il pride sempre e solo a Roma, si è deciso di fare una lettera aperta al movimento glt proponendo che il pride 2007 si svolga a Roma e con lo stesso impatto del pride del 2000.
Si è ribadita anche l’importanza di insistere sulle interazioni tra movimento glt e femminismo, su cui la Breccia cerca dall’inizio di basarsi.
A questo proposito, il concetto di diversità (al plurale), è stato indicato come terreno comune di lotta contro chi le vorrebbe cancellare: il nostro concetto di laicità andrebbe quindi declinato come dialettica di diversità plurali.
Sono stati presentati alcuni dati sulla chiesa cattolica, che mostrano in maniera lampante la sua spaventosa ramificazione (difficile da contrastare) e la sua somiglianza alle organizzazioni criminali, ed è anche stato evidenziato come in questi anni il Vaticano abbia fornito concetti e parole alla destra (estrema).
Si è ribadita l’importanza del tema della scuola, come ambito di denuncia di una formazione di regime.
Varie
Una partecipante ha proposto di organizzare un gruppo legale, trasversale sia al suo interno sia nei confronti dei destinatari, che possa azionare la Norma costituzionale che già esiste ma che sostanzialmente non è rispettata (vedi Costituzione).
SECONDA PARTE
Dichiarazione dei redditi e truffa dell’8 per mille
Si è deciso di preparare un manifesto da attacchinare in tutte le città e un volantino che sottolinei questo meccanismo truffa, che obbliga comunque ad un esborso e, se non si firma, va tutto direttamente alla chiesa cattolica.
Verrà fatto anche un volantino più generico sui privilegi della chiesa.
Seminario interno a fine maggio
Da molte/i è condivisa l’esigenza di un seminario interno di approfondimento sulle tematiche che riguardano il Vaticano: aspetti teorici, economici, politici, ecc. per promuovere le iniziative future. Si individua come data fine maggio, in luogo da stabilire. Da questo seminario si potrebbero produrre testi scritti da far circolare.
Pride Torino 2006
Si stabilisce di far stampare altre bandiere NO VAT per il corteo di Torino. Una prima proposta è quella di contaminarlo disseminandolo di bandiere NO VAT, adesivi etc.; una seconda proposta, che sembra raccolga maggiori consensi, è quella di formare uno spezzone FB, con lo striscione dell’11 febbraio in apertura, seguito da singole associazioni/gruppi/collettivi con i loro propri striscioni.
Si lancia l’idea di proporre un momento assembleare a Torino prima del pride.
FB chiede al comitato Pride di torino di poter intervenire dal palco della manifestazione.
Conferenza CEI ad ottobre a Verona
L’idea del circolo Pink è di rispondere con una 4 giorni anticlericale.
Si decide di discutere approfonditamente dell’appuntamento a latere della 2 giorni di seminario interno sul Vaticano che si farà a fine maggio.
Una volta stabilito, l’appuntamento veronese sarà pubblicizzato in tutti i futuri comunicati/documenti di FB.
La mailing list
Dopo alcuni fastidiosi fatti accaduti, all’unanimità l’assemblea decide che l’admin mandi un messaggio in lista ricordando gli obbiettivi della m-list come strumento.