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NO VAT 2009: English version
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Roma - 25/01/2009 dalle ore 11.00: Assemblea Nazionale Organizzativa
domenica, 25. gennaio 2009, 11:00 - 17:00 per  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Visite : 5827

Assemblea nazionale organizzativa

Domenica 25 gennaio, ore 11 - 17

Roma, CSOA Forte Prenestino, via Federico Delpino

 

PIATTAFORMA NO VAT 2009

 

A ottant’anni dai Patti lateranensi tra Pio XI e Mussolini (11 febbraio 1929), in piena crisi del sistema neoliberista permangono le connivenze tra stato autoritario e Vaticano, vero cuore del Concordato. Decenni di sdoganamento istituzionale del fascismo trovano rispondenza nel revisionismo di Ratzinger su Pio XI e Pio XII, complici del fascismo, del nazismo e della deportazione ed eliminazione dei ‘diversi’.

Stipulati per la difesa dei reciproci privilegi, i Patti lateranensi e la loro versione aggiornata nel Concordato dell’84 sono potenti strumenti di controllo. In loro nome la religione cattolica e i suoi simboli continuano ad imperversare, alimentando la logica dello “scontro di civiltà” e un clima in cui autodeterminazione, laicità, ateismo e libertà di pensiero sono stigmatizzati e spesso puniti come atti di terrorismo culturale.

 La manifestazione No Vat – rivendicando autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione e cittadinanza – ha l’obiettivo di denunciare il progetto di egemonia del Vaticano e la sua funzionalità ad un sistema sessista, fascista e razzista, nonché il suo ruolo nella gestione delle crisi del sistema neoliberista.

 Come in un gioco delle parti, in tempi di crisi economica, (a un welfare differenziale e ridotto all’osso) alla progressiva distruzione di uno stato sociale che, almeno sulla carta, offriva garanzie a tutte e tutti, la chiesa fa eco con “soluzioni” caritatevoli discriminatorie e familiste

  Intanto i tagli all’istruzione e alla sanità pubblica continuano a garantire un incessante flusso di denaro nelle casse di scuole e università confessionali, di cliniche e ospedali cattolici.

 La distruzione della scuola pubblica denunciata dall’”onda studentesca” dell’autunno 2008, ha non solo la finalità di indirizzare altrove le risorse, ma anche quella – ben più grave nei tempi lunghi – di sottrarre alle nuove generazioni gli strumenti di conoscenza, di crescita del senso critico e di conseguente lettura dei meccanismi di potere.

 In Italia le associazioni cattoliche ingrassano il portafogli tra interventi sociali e gestione diretta di alcuni Cie – Centri di identificazione ed espulsione – e Cara – Centri d’accoglienza dei richiedenti asilo. Così facendo avallano la gestione securitaria del fenomeno dell’immigrazione e controllano un esercito di riserva di lavoratori e lavoratrici provenienti da altri paesi. E intanto si accaparrano la gestione delle emergenze internazionali per moltiplicare il business: aids, campi profughi, aiuti umanitari.

 Sul piano ideologico, le gerarchie vaticane difendono e rafforzano la subordinazione patriarcale di un sesso all’altro, facendo guerra al concetto di gender che decostruisce la “naturalità” dei ruoli tra donne e uomini e portando questa guerra ideologica nell’ambito della loro costante intromissione nella politica non solo degli stati ma anche degli organismi internazionali (ONU, Unione Europea).

 Il papato dell’integralista Ratzinger, attraverso il controllo sulla nascita e sulla morte pretende di gestire e ridisciplinare i corpi e le forme di vita; gli anatemi vaticani contro ogni istanza di autodeterminazione vanno di pari passo al moltiplicarsi di ordinanze e divieti di sindaci-sceriffi. La famigliola da pubblicità televisiva è, così, imposta da stato e chiesa come modello unico di rispettabilità e chi non vi corrisponde diventa indecoroso/a quando non addirittura pericoloso/a.

 A ottant’anni dai Patti lateranensi, stato e gerarchie vaticane mirano a neutralizzare il conflitto sociale stigmatizzando e criminalizzando tutte le “diversità”, costruendo nuove marginalità, nuovi “scarti”, cioè soggettività che devono essere espulse dal senso comune e dalla categoria di normale, per addossare loro la “colpa” dell’insicurezza.

 Sappiamo bene cosa si nasconda dietro queste campagne d’odio: la paura di perdere i privilegi e il potere.

 Ma la loro paura non vogliamo pagarla noi!

Alziamo la testa. Diciamo con determinazione che non abbiamo paura di far paura.

 Denunciamo le connivenze tra stato e chiesa nella gestione delle politiche securitarie, razziste, transfobiche,  lesbofobe, omofobe e misogine e torniamo di nuovo in piazza il 14 febbraio 2009, con la manifestazione No Vat per

  • l’autodeterminazione e la libertà di scelta responsabile in ogni fase della vita;
  • l'istruzione pubblica e laica e l'abolizione dell'ora di religione;
  • un sistema sanitario pubblico e laico;
  • uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti;
  • i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti;
  • l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita;
  • l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille…).

 

 

Coordinamento Facciamo Breccia

 

Luogo: Roma, CSOA Forte Prenestino, via Federico Delpino

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